Comune di Fraconalto

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Storia

La zona montuosa ove è situato Fraconalto era abitata fin dalla preistoria da tribù Liguri (Viturii, Langensi, Cavaturini, Mentovini, Odiati e Dectunini) che qui pascolavano le loro greggi e combattevano ferocemente per il possesso dei pascoli migliori.

La “Tavola di bronzo” (117 a.C.) è il più antico documento che attesta la presenza di insediamenti certi sui territori della val Polcevera (Liguria) e Lemme (Piemonte). I primi documenti che nominano Fraconalto (Flaconem) sono del Caffaro e ne datano l’esistenza almeno al 1121, ma altri documenti, di più difficile interpretazione, parlano di un insediamento risalente al 990. Per settecento anni le sorti di questo paesetto, sede di Comune e di Pretura, gemma dell’Appennino Ligure, furono legati ai flussi e riflussi della Repubblica di Genova. Dopo l’occupazione del 1121 da parte dei Genovesi, Fraconalto, posto sulla Romana via Postumia (cui Aulo Postumio Albino legò il suo nome) assunse una funzione elettissima per la difesa dei transiti mercantili verso la Padania. Il preesistente Castello Alliano(1), in località Reste(2) e il minore “castellum” (diminutivo di Castrum) anch’esso già presente presso il Capoluogo, avevano questa vitale funzione. L’importanza di queste due roccaforti è evidenziata dal potenziamento del castello di Fraconalto nel 1161 e il restauro di quello di Reste del 1436. Di entrambe le costruzioni, purtroppo, non restano che poche tracce.

Tra alterne vicende si giunge al 1536, quando l’Imperatore Carlo VI, col suo “Diploma” del 16 novembre, conferma il possesso “dei territori dell’Oltre Giogo” (tra cui Fraconalto) alla Repubblica di Genova. Nel 1544 i “Sudditi Fidelissimi” di Fraconalto vedono approvati i loro “Liberi Statuti” per cui potevano eleggere i propri Consoli, i quali provvedevano all’amministrazione locale senza interventi, se non per gravi motivi, del governo della Repubblica. Questo raro privilegio era riconosciuto solo ad altri quattro Consolati (Bussana, Noli, Penna, Santo Stefano).

Genova disperò di salvarsi quando, nel 1625, i Franco Piemontesi, dopo aver superato l’ostacolo costituito dalla fortezza di Gavi, si affacciarono minacciosi al mare dal Passo della Bocchetta, (all’ultimo lembo meridionale del territorio di Fraconalto) difeso da un incredibile esercito composto da Spagnoli, Corsi, Milanesi, Modenesi, Parmigiani, Lucchesi, Napoletani, Siciliani forniti dall’alleata Spagna. Nel settembre del 1746 le truppe Austriache, agli ordini del generale Botta, attaccano la Bocchetta, in quell’ occasione mal difesa, e da qui calano a Genova. A seguito del mitico gesto di Balilla, l’11 dicembre, dopo aver depredato la città, le stesse truppe ripassano da questo valico, aiutate da un traditore.

Il 4 gennaio del 1747 ancora il botta muove a recuperare il Passo, ma le truppe Genovesi,aiutate da una violenta bufera di neve difendono con successo quel giogo strategico. A marzo gli Austriaci comandati da Schulembourg occupano la Bocchetta per un infruttuoso assedio di Genova.

Segue un’era di pace e, nel giugno 1797, con la fine della Repubblica di Genova e l’instaurazione della Repubblica Ligure, a Fraconalto si pianta “l’Albero della Libertà” e una rappresentanza del Comune giura (a Genova) fedeltà al nuovo Governo.

Ancora nel 1799 il generale Moreau al comando di truppe Francesi occupa il valico e nell’aprile del 1800 per la strada dei Piani di Reste le truppe Austro Sarde comandate dall’austriaco Hohenzollern superano, non senza gravi perdite, le trincee della Bocchetta, marciando a stringere il famoso Blocco di Genova. Nel giugno, a seguito della battaglia di Marengo, gli austriaci liberano definitivamente il valico. Ancora oggi un buon osservatore può scorgere le tracce delle trincee e dei rialzi poste a levante del passo, lungo i pendii del torrente Lemme.

Nel secolo scorso provvedimenti amministrativi staccarono Fraconalto dalla Grande Madre Ligure per aggregarlo alla nuova provincia di Alessandria.

 

  1. Contrariamente a quanto a lungo ritenuto, un recente studio colloca il Castello Alliano in corrispondenza del Bric Guanà in Val Verde e non presso il valico del Pian di Reste (Bocchetta) nell’attuale territorio di Fraconalto.

  2. Il toponimo “Reste” deriva dalla presenza nel XII secolo di un ”Hospitale Restae”, ossia un ospizio per i pellegrini nominato in un “privilegio” concesso nell’anno 1158 da Papa Innocenzo ai vescovi di Tortona.

 

Approfondimenti

Lo stemma

Nel 1926 il Podestà Giovanni Odino deliberò di “fregiare il Comune di Fiaccone di uno Stemma a scudo variamente sagomato recante nell’ovale interno l’antico castello omonimo sormontato da una corona a nove punte in omaggio ai Marchesi Spinola…”. Commise però due errori. Il primo storico in quanto nella Repubblica di Genova il solo titolo nobiliare riconosciuto era quello di “Patrizio” poiché conti, baroni, marchesi, e duchi

Il maglietto

Un antro semiinterrato, scavato nella roccia viva; in un angolo lo zampillo di una sorgente, luminoso al cospetto del nero delle pareti; una lunga fila di tenaglie a tratti illuminate dalla fiamma delle forge che, più che luce, diffondono ombre danzanti sulle pareti con movenze paranaturali; il muovere armonioso del fabbro che va dalla forgia al maglio e da qui all’incudine; il ritmo del battimento: un tam-tam che evoca i genî dell’officina di Vulcano. Non so se

fiacone



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